Adesso nessuno penserà, forse, che lo smart working sia lavorare da casa o da remoto, pronti e via? E che sia un formidabile strumento per mascherare la disattenzione, soprattutto verso bambini e donne, dei decreti che si sono via via succeduti durante l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19?

Una ricerca 2020 dell’osservatorio Hr innovation practice del Politecnico di Milano su 200 aziende dice che il 64% delle organizzazioni vuole implementare o introdurre lo smart working, mentre il 43% sta ragionando su riorganizzazioni qualitative e quantitative.

Smart working, cosa accadrà?